La Missione di UFOItalia: verso una comprensione dei fenomeni di frontiera

Non vi sembra plausibile che centinaia di persone – militari addestrati, piloti, personale dell’intelligence, uomini e donne con anni di esperienza – possano essersi sbagliati tutti, nello stesso momento, per decenni? È davvero troppo semplice liquidare ogni testimonianza come un errore, un’illusione ottica, uno scambio di Venere o Giove per un UFO. Eppure, quando si parla di fenomeni non identificati, in Italia il tono predominante è spesso quello del ridicolo, delle battute, del faceto. Siamo di fronte a una questione culturale, radicata nel tempo, e cambiare questa percezione richiederà pazienza. Ma dietro la nascita di ufoitalia.it ci sono alcune convinzioni personali, maturate dopo anni di osservazione e studio, che voglio condividere con voi.

La prima è che il fenomeno UFO – o UAP, come viene chiamato oggi – sia reale. Non è un’invenzione, non è un miraggio collettivo: è qui, tra noi, e rappresenta la manifestazione di entità non ben definite, ma che non possiamo considerare umane. Questa non è una fantasia, ma una conclusione basata su un’analisi attenta di ciò che sta emergendo, ormai da decenni, nel panorama internazionale della ricerca su questi fenomeni. In Italia non siamo del tutto estranei a questa realtà: la nostra Aeronautica Militare ha il compito di raccogliere e analizzare i rapporti sugli avvistamenti UFO, e pochi sanno che uno dei primi casi documentati di un oggetto volante non identificato precipitato sulla Terra – forse il primo in assoluto – avvenne proprio qui, nel 1933, noto come “l’UFO di Mussolini”, ben prima del famoso incidente di Roswell. Eppure, nonostante queste premesse, la ricerca e il dibattito pubblico nel nostro Paese rimangono marginali, lontani dal livello di approfondimento raggiunto altrove, come in Francia o negli Stati Uniti.

Ed è proprio dagli USA che, negli ultimi dieci anni, stanno arrivando le notizie più significative, capaci di ridefinire il nostro approccio al fenomeno. Tutto è iniziato nel 2017, quando una serie di inchieste del New York Times rivelò l’esistenza di un programma segreto del Pentagono dedicato allo studio degli UFO – un’attività che si pensava conclusa con la chiusura del Progetto Blue Book negli anni ’60. Quelle indagini dimostrarono che, in realtà, il governo statunitense non aveva mai smesso di investigare. Ma il vero punto di svolta furono le testimonianze: piloti della Marina USA che, con i propri occhi e attraverso strumenti sofisticati, avevano osservato oggetti dalle capacità impossibili per la tecnologia umana. Il caso del “Tic Tac”, i video registrati con telecamere a infrarossi, poi autenticati dal Pentagono, hanno segnato l’inizio di una nuova era. Da quel momento, l’ufologia ha accelerato, entrando in una fase di consapevolezza senza precedenti.

Negli anni successivi, gli Stati Uniti hanno assistito a un susseguirsi di eventi straordinari: interrogazioni parlamentari, udienze al Congresso con testimoni diretti, dichiarazioni di ammiragli, ex direttori dell’intelligence e scienziati. Le ammissioni sono arrivate, graduali ma sempre più chiare: si parla di intelligenze non umane, oggetti di fabbricazione non terrestre, recuperi di relitti, persino resti biologici. È una svolta epocale, che non possiamo ignorare. Ma in Italia? Qui queste notizie arrivano a fatica, spesso filtrate o confinate a cerchie ristrette, lasciando il pubblico all’oscuro di ciò che sta accadendo oltre i nostri confini.

Ho fondato ufoitalia.it proprio per colmare questo vuoto. Il mio intento è portare anche nel nostro Paese la consapevolezza di questa rivoluzione, traducendo e condividendo informazioni che troppo spesso rimangono confinate al mondo anglofono o a contesti internazionali. Non si tratta solo di UFO: il sito vuole essere uno spazio per esplorare i fenomeni di confine, inclusi temi come la coscienza, che oggi stanno finalmente guadagnando attenzione, mentre il materialismo delle neuroscienze mostra i suoi limiti. È un progetto ambizioso, ma necessario: l’umanità si trova sull’orlo di una svolta, e credo che informare, riflettere e immaginare siano i primi passi per affrontarla.